La saga di Red Dead Redemption è scritta meglio della saga di The Last Of Us.
La superiorità della scrittura di Red Dead Redemption si manifesta innanzitutto nella gestione del tempo e nell'evoluzione biologica dei suoi personaggi. L'arco di trasformazione di Arthur Morgan si sviluppa lungo decine di ore di gioco in cui il cambiamento non è dettato da colpi di scena improvvisi o traumi manipolatori, ma da un lento, logorante e dettagliato percorso psicologico e fisico. Il giocatore sperimenta la perdita di fede di Arthur nei confronti del suo mentore, Dutch van der Linde, in modo così graduale da renderla inevitabile. Al contrario, la saga di The Last of Us, specialmente nella Part II, si affida a una struttura prettamente cinematografica che utilizza espedienti forti come flashback strategici, cliffhanger e cambi repentini di punto di vista. È una scrittura straordinariamente efficace nel generare shock emotivi, ma risulta più rigida e costrittiva: i personaggi a volte compiono azioni repentine o innaturali per servire il messaggio morale dell'autore, anziché evolversi in modo fluido.
Questo si collega direttamente al superamento della dissonanza ludonarrativa, ovvero la coerenza tra ciò che la storia racconta nei filmati e ciò che il giocatore fa durante il gameplay. In Red Dead Redemption, il gameplay è scrittura. Attività apparentemente secondarie come curare il proprio cavallo, partecipare alla vita del campo, cacciare o parlare con gli sconosciuti non sono riempitivi, ma elementi strutturali che approfondiscono la psicologia del protagonista e il tema della fine della frontiera. C'è un'armonia perfetta tra l'uomo che controlli e l'uomo di cui leggi la storia. In The Last of Us, invece, permane la classica frattura del medium: nelle scene d'intermezzo Joel ed Ellie sono anime vulnerabili e tormentate, ma nel gameplay si trasformano istantaneamente in macchine da guerra capaci di sterminare centinaia di nemici senza un reale contraccolpo psicologico immediato. Il loop d'azione da sparatutto violento cozza inevitabilmente con i messaggi di pietà ed empatia che la trama cerca di trasmettere.
Un altro elemento oggettivo di distacco è l'ampiezza e la stratificazione dei temi. The Last of Us lavora al microscopio: è un'esplorazione potente ma focalizzata quasi ossessivamente sull'egoismo dell'amore genitoriale, sul lutto e sul ciclo distruttivo della vendetta, muovendosi entro i confini già ampiamente battuti dalla narrativa post-apocalittica. Red Dead Redemption lavora contemporaneamente al microscopio e al telescopio. Non racconta solo il dramma intimo di Arthur o John Marston, ma scrive un saggio sociologico sulla nascita della civiltà moderna e sulla morte del mito americano. I dialoghi e le sotto-trame affrontano l'inevitabilità del progresso tecnologico, l'ipocrisia della legge istituzionale, il razzismo sistemico e il fallimento delle utopie anarchiche, ereditando la complessità strutturale della grande letteratura di frontiera alla Cormac McCarthy.
Infine, la saga di Rockstar dimostra una maggiore maturità nel rifiuto del didascalismo. In The Last of Us Part II, la morale viene talvolta imposta: il gioco costringe a compiere un atto brutale per poi obbligare il giocatore a empatizzare con la fazione opposta, togliendogli l'agenzia per impartirgli una lezione etica predeterminata. In Red Dead Redemption 2, il sistema d'onore e la redenzione stessa sono concetti organici che il testo lascia metabolizzare in autonomia. Le sfumature grigie non sono spiegate attraverso i bivi della trama, ma respirano nei silenzi, nei dialoghi casuali e nelle riflessioni scritte da Arthur nel suo diario.
In ultima analisi, la differenza è di natura concettuale: The Last of Us resta una sceneggiatura cinematografica di ferro applicata a un videogioco, che usa il gameplay come ponte tra una scena madre e l'altra. Red Dead Redemption è un'epopea letteraria corale che usa lo spazio, i tempi morti e la libertà d'azione per fare qualcosa che non potrebbe esistere in nessun altro medium, dimostrandosi una forma di scrittura videoludica più pura, complessa e ambiziosa.
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